Ermionide
Penisola del sud dell'Argolide tra villaggi marittimi e siti antichi: la grotta preistorica di Franchthi, Ermioni, Porto Heli e i resti di Halieis.
L'Ermionide: Franchthi, Ermioni, Porto Heli e Halieis
All'estremità sud-orientale dell'Argolide, l'Ermionide forma una penisola di colline, uliveti e coste profondamente frastagliate rivolte verso Hydra e Spetses. Meno nota per i suoi grandi monumenti rispetto alla piana di Micene o a Epidauro, possiede tuttavia una storia eccezionalmente lunga. Dalla grotta preistorica di Franchthi con i cacciatori del Paleolitico, fino alle città antiche di Ermioni e Halieis, passando per il porto moderno di Porto Heli, la regione unisce archeologia, villaggi marittimi e paesaggi costieri.
Tra una visita e l'altra, Koilada, Ermioni e Porto Heli offrono spiagge, porti, taverne e possibilità di escursioni in mare.
Franchthi, dai cacciatori paleolitici ai primi navigatori
Sulla baia di Koilada si apre la grotta di Franchthi★, uno dei siti preistorici più importanti della Grecia. Le tracce più antiche di attività umana risalgono al Paleolitico superiore, intorno al 28 000 a.C.. Per millenni, la cavità fu frequentata da gruppi di cacciatori e poi da comunità i cui modi di vita divennero progressivamente più sedentari.
Franchthi permette così di seguire le profonde trasformazioni che condussero dalle società di cacciatori-raccoglitori alle comunità del Neolitico. I resti alimentari, gli strumenti, le conchiglie e gli altri oggetti ritrovati negli strati successivi documentano l'adattamento degli abitanti al loro ambiente e lo sfruttamento crescente delle risorse marine.
La grotta si raggiunge a piedi dai dintorni di Koilada attraverso un breve sentiero costiero. Il suo interesse risiede meno in monumenti spettacolari che nella profondità cronologica eccezionale del luogo e nel paesaggio della baia, che permette di immaginare i legami antichissimi tra i suoi abitanti e il mare.
Ermioni, una città antica sotto la città moderna
Più a est, Ermioni si estende tra due baie attorno a una stretta penisola. La città attuale ricopre in parte l'antica Hermione, i cui resti restano visibili in diversi punti. La sua posizione marittima le permise di partecipare attivamente agli scambi del golfo Argosaronico, conservando al contempo legami con il resto del Peloponneso.
Il luogo migliore per percepire questa continuità è la penisola di Bisti, oggi coperta di pini. Pausania vi descriveva diversi santuari, in particolare dedicati a Poseidone e Atena. Le fondazioni di un tempio dorico di epoca classica sono ancora identificabili, mentre altre tracce della città antica sussistono attorno all'agglomerato: porzioni della cinta muraria, resti dell'acquedotto romano e un'antica necropoli.
Questa sovrapposizione conferisce a Ermioni un carattere diverso dai grandi siti archeologici recintati: qui le antichità si inseriscono nel villaggio, tra le case, i porti di Mandrakia e di Ermioni e le passeggiate della penisola. La città costituisce anche un punto di partenza privilegiato verso Hydra★ e le acque del golfo Saronico.
Porto Heli e la città antica di Halieis
A una ventina di chilometri circa da Ermioni, Porto Heli occupa un'ampia baia naturalmente protetta, divenuta una delle principali stazioni balneari della regione. Il suo porto turistico, il suo litorale e la vicinanza a Spetses gli conferiscono oggi una vocazione essenzialmente marittima e turistica.
Ma all'ingresso della baia si estendono i resti di Halieis, o Alieis, una delle principali città antiche dell'Ermionide. Fondata alla fine del VII secolo a.C., prosperò soprattutto tra il VI e il IV secolo. Dopo la distruzione di Tirinto da parte di Argo nel V secolo a.C., una parte dei Tirinzii esiliati venne a stabilirvisi.
La città possedeva una cinta fortificata punteggiata di torri e porte, un'acropoli, un santuario di Apollo e uno stadio. Gli scavi hanno inoltre rivelato un'urbanistica organizzata, con case disposte attorno a cortili, sistemi di drenaggio e pozzi. Una parte dei resti antichi si trova oggi a diretto contatto con il mare o sotto le acque della baia, il che ricorda le trasformazioni del litorale dall'Antichità.
Fonti