Nemea
Nemea è un santuario antico dedicato a Zeus, in Corinzia, noto per il suo tempio dorico e il suo stadio ben conservato. È anche il luogo leggendario della prima delle dodici fatiche di Eracle, l'uccisione del leone di Nemea.
Nemea, santuario di Zeus e terra dei Giochi nemei
Nemea, in una valle della Corinzia nel nord-est del Peloponneso, ospita uno dei grandi santuari sportivi e religiosi della Grecia antica. Consacrato a Zeus Nemeo, accoglieva i Giochi nemei, una delle quattro grandi competizioni panelleniche insieme a quelle di Olimpia, Delfi e dell'Istmo di Corinto. Il sito, oggi circondato da colline, uliveti e vigneti, unisce i resti del santuario, un museo archeologico e uno straordinario stadio antico.
Il santuario di Zeus e lo stadio antico
Tempio di Zeus, Nemea
Il monumento principale è il tempio di Zeus★★, costruito intorno al 330 a.C. Diverse delle sue alte colonne doriche sono rimaste in piedi o sono state rialzate durante i lavori di restauro moderni. Intorno al tempio restano tracce dell'altare, di un bosco sacro di cipressi, di padiglioni destinati alle delegazioni, di bagni, di uno xenon che accoglieva i visitatori e di un santuario eroico. Gli scavi condotti a partire dagli anni 1970 dall'Università della California a Berkeley, sotto la direzione di Stephen G. Miller, hanno profondamente rinnovato la conoscenza e la presentazione del sito.
A poche centinaia di metri si trova lo stadio di Nemea★★, realizzato nel IV secolo a.C. Il percorso di visita permette in particolare di passare per l'antico apodyterion, dove si preparavano gli atleti, e poi per lo stretto tunnel a volta che conduceva alla pista. Graffiti incisi sulle sue pareti da occupanti antichi sono ancora visibili. La linea di partenza in pietra e i terrapieni che accoglievano gli spettatori permettono di ricostruire abbastanza facilmente l'organizzazione delle competizioni.
Nemea è anche il territorio del leone di Eracle. Secondo la mitologia, l'eroe vi compì la prima delle sue dodici fatiche affrontando il terribile leone di Nemea, la cui pelle non poteva essere trafitta dalle armi. Dopo averlo strangolato, Eracle ne rivestì la spoglia: la pelle del leone e la sua testa trasformata in cappuccio divennero da allora i suoi attributi più riconoscibili nell'arte greca.
Il museo archeologico, allestito nel sito, raccoglie oggetti che permettono di comprendere il santuario, le competizioni e l'occupazione antica della regione. Il biglietto completo dà attualmente accesso al museo, al santuario e allo stadio. La visita forma così un insieme relativamente compatto, ma sufficientemente ricco per completare utilmente i grandi siti antichi situati tra Corinto e l'Argolide.
Dal 1996, la Società per la rinascita dei Giochi nemei organizza inoltre competizioni nello stadio antico, in linea di principio secondo un ciclo di quattro anni. I partecipanti corrono a piedi nudi, vestiti di una tunica, senza ricerca di record né medaglie, e percorrono lo stesso tunnel d'ingresso degli atleti antichi. L'ottava edizione moderna si è tenuta nel 2024.
Infine, Nemea è oggi indissociabile dal suo vigneto, uno dei più rinomati della Grecia. Numerose aziende possono essere visitate nella valle e sulle colline circostanti, principalmente dedicate all'Agiorgitiko, vitigno emblematico dell'AOP Nemea utilizzato in particolare per produrre vini rossi.