Acrocorinto

L’Acrocorinto è una delle più imponenti fortezze della Grecia, eretta sopra l’antica Corinto e l’istmo. Le sue mura, le porte successive e i resti antichi, bizantini, franchi e ottomani testimoniano oltre due millenni di occupazione. La visita offre anche ampi panorami sui golfi di Corinto e Saronico.

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Acrocorinto, la grande fortezza che domina l'istmo di Corinto

Erta su un possente sperone roccioso a circa 575 metri di altitudine, l'Acrocorinto domina l'antica Corinto e l'ingresso del Peloponneso. La sua posizione permetteva di sorvegliare allo stesso tempo l'istmo, il golfo di Corinto e, verso est, il golfo Saronico. Utilizzata come piazzaforte per oltre due millenni, oggi costituisce uno dei complessi fortificati più vasti e spettacolari della Grecia.

Una vera città dietro le mura

Un assedio di cinque anni: a partire dal 1205 circa, Leone Sgouros resistette nell'Acrocorinto ai cavalieri franchi. Secondo la tradizione, nel 1208 si sarebbe infine precipitato a cavallo dall'alto delle rocce. La resistenza proseguì tuttavia e i difensori capitolarono solo nel 1210, dopo cinque anni di assedio.

La fortezza copre quasi 24 ettari e le sue mura seguono per circa tre chilometri i contorni irregolari della cima. L'ingresso occidentale, unica parte relativamente accessibile del rilievo, fu particolarmente difeso: il visitatore attraversa successivamente tre cinte e tre porte monumentali★★, risultato di numerose campagne costruttive bizantine, franche e tarde.

Una volta varcate le porte, l'Acrocorinto appare meno come un semplice castello che come un'antica città fortificata. I sentieri attraversano i resti di abitazioni, cisterne, fontane, edifici religiosi e costruzioni militari accumulatisi nel corso dei secoli. Sulla cima sud-occidentale si erge la cittadella tradizionalmente chiamata torre franca★★, mentre l'interno conserva anche una grande cisterna bizantina, moschee ottomane, fontane, le rovine di quartieri abitativi e la chiesa post-bizantina di Agios Dimitrios.

All'altra estremità del sito sopravvivono le tracce dell'antico santuario di Afrodite, che occupava uno dei punti culminanti dell'acropoli di Corinto. Più in basso, la fontana dell'Alta Pirene★, allestita fin dall'epoca classica in una cavità naturale, garantiva una preziosa riserva d'acqua alla cittadella. La presenza di sorgenti e di numerose cisterne spiega in parte come una popolazione potesse resistere a lungo dietro le mura.

Dai Greci agli Ottomani: venti secoli di fortificazioni

Le prime importanti fortificazioni risalgono al VII-VI secolo a.C. e furono rafforzate in epoca classica e macedone. Dopo la distruzione di Corinto da parte di Roma nel 146 a.C., le difese furono restaurate quando Giulio Cesare rifondò la città come colonia romana nel 44 a.C. L'Acrocorinto conservò poi un ruolo strategico di primo piano sotto l'Impero bizantino, che rafforzò più volte le sue mura.

Dopo la quarta crociata, la cittadella divenne una delle grandi piazzeforti del principato franco d'Acaia. I Villehardouin ne rafforzarono le difese nel XIII secolo, poi nuovi lavori furono eseguiti sotto il dominio angioino. Nel XIV secolo passò agli Acciaiuoli fiorentini, prima di tornare nel 1395 al despota bizantino di Mistra, Teodoro Paleologo. Gli Ospitalieri di Rodi la occuparono brevemente tra il 1400 e il 1404, poi rimase ai Paleologi fino alla conquista ottomana del 1458.

Gli Ottomani trasformarono profondamente l'interno e vi mantennero una popolazione numerosa. I Veneziani si impadronirono a loro volta della piazzaforte nel 1687 prima di perderla nel 1715. Dopo diversi assedi durante la guerra d'indipendenza greca, l'Acrocorinto passò definitivamente sotto il controllo greco nel 1823.

Visitare l'Acrocorinto

La scoperta del sito si basa tanto sui resti quanto sulla sua eccezionale ubicazione. La salita attraverso le tre porte, le lunghe sezioni di mura, le torri e le rovine sparse offrono una lettura particolarmente chiara delle diverse fasi di fortificazione. Le parti alte offrono inoltre ampi panorami sull'istmo di Corinto, sui due golfi e sulle montagne del Peloponneso. L'estensione del sito e il suo rilievo richiedono più tempo di una semplice visita di un castello: occorre percorrere le diverse sommità per comprendere veramente l'organizzazione della fortezza.

Mappa e itinerario

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