Monemvasia e dintorni

Monemvasia è una città fortificata costruita su una roccia della costa orientale della Laconia, collegata alla terraferma da una diga. La sua città bassa dai vicoli in pietra, la città alta in rovina e i vicini villaggi di pescatori compongono un insieme medievale singolare del sud-est del Peloponneso.

Monemvasia, la città fortificata della Laconia

Arroccata su un'imponente roccia della costa orientale della Laconia, Monemvasia è una delle città fortificate meglio conservate e più spettacolari del Peloponneso. La roccia, collegata alla terraferma da uno stretto istmo e da un ponte, possedeva un solo accesso: il suo nome deriva infatti dall'espressione greca moni emvasi, «unica entrata».

Una fortezza bizantina e un grande porto mediterraneo

Il primo insediamento fortificato risale al VI secolo, quando gli abitanti della Laconia trovarono rifugio su questa roccia naturalmente protetta. La città si sviluppò poi sotto l'Impero bizantino e divenne un importante porto commerciale tra l'Italia, il Mar Nero e il Mediterraneo orientale. Il suo nome, trasformato in Malvasia in Occidente, fu anche associato al celebre vino Malvasia, ampiamente commercializzato nel Mediterraneo.

La sua posizione strategica attirò numerosi conquistatori. Presa dai Franchi nel 1248 dopo un lungo assedio, Monemvasia tornò ai Bizantini nel 1262, prima di passare successivamente sotto dominazione veneziana e ottomana. Gli Ottomani la conservarono infine dal 1715 fino alla guerra d'indipendenza greca; dopo diversi mesi di assedio, la fortezza capitolò davanti agli insorti greci il 23 luglio 1821.

La città bassa e la città alta

La città bassa, ancora abitata, si estende tra la scogliera e le mura. I suoi vicoli lastricati, i passaggi a volta, le case in pietra e le antiche dimore mercantili compongono un notevole insieme medievale. Tra le numerose chiese conservate si distinguono Christos Elkomenos, sulla piazza principale, Panagia Chrysafitissa e Panagia Myrtidiotissa. L'antica moschea ottomana ospita oggi la collezione archeologica di Monemvasia.

Un ripido sentiero a tornanti conduce alla città alta, oggi disabitata. Conserva i resti di abitazioni, cisterne, bagni e fortificazioni nonché il suo monumento principale, la chiesa Agia Sofia★, o Panagia Odigitria, costruita nel XII secolo. Arroccata sul bordo della scogliera, questa chiesa a pianta ottagonale è l'unico edificio della città alta giunto fino a noi in uno stato quasi completo e offre un panorama eccezionale sul mare di Mirto.

La città storica è interamente pedonale. Una piccola porta marittima, il Portelo, permette di accedere direttamente al mare dalle mura. Sulla terraferma, di fronte alla roccia, Géfyra costituisce la città moderna di Monemvasia e concentra i principali negozi, alloggi e servizi.

Gerakas e l'antica Zarax

A circa 22 km a nord di Monemvasia, Gerakas occupa l'estremità di una stretta baia profondamente incassata, spesso paragonata a un piccolo fiordo. Questo tranquillo porto di pescatori conserva alcune taverne sul bordo dell'acqua e costituisce una piacevole escursione dalla città fortificata.

Sulla collina che domina il porto sussistono i resti dell'antica Zarax, una città fortificata probabilmente allestita principalmente in epoca ellenistica. Le sue mura sono ancora ben visibili; Pausania menzionava inoltre a Zarax un santuario di Apollo. Monemvasia e Gerakas permettono così di associare, su uno stesso tratto della costa laconica, patrimonio bizantino, fortificazioni, archeologia e paesaggi marittimi.

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