Laconia

La Laconia offre così una notevole successione di paesaggi e périodi storici: Sparta antica, Mistra bizantina, Monemvasia medievale, villaggi fortificati del Magne, porti, grotte e coste quasi selvagge. Sparta e Mistra, Monemvasia, Gytheio e il Magne costituiscono i principali poli di visita, completati da Geraki e dal settore di Elafonisos-Pavlopetri.

A sud-est del Peloponneso, la Laconia si estende dalla valle dell'Eurota alle montagne del Taigeto e del Parnone, fino alle lunghe penisole rocciose che si protendono nel Mediterraneo. Terra di Sparta nell'antichità, possiede anche uno dei patrimoni bizantini e medievali più ricchi della Grecia, con Mistra e Monemvasia, mentre il Magne, Gytheio e le coste di capo Malea offrono paesaggi molto più selvaggi.

Sparta e Mistra, dall'antichità al mondo bizantino

Sparta★ fu una delle grandi potenze del mondo greco, ma i suoi resti sono oggi relativamente dispersi e meno monumentali di quanto la sua fama storica potrebbe far pensare. Intorno all'acropoli antica sopravvivono in particolare il teatro, diversi santuari e i resti del santuario di Artemide Orthia. Nei dintorni, il Menelaion, dedicato a Menelao ed Elena, e l'Amyklaion, santuario di Apollo ad Amicle, completano la scoperta della Laconia antica.

A pochi chilometri soltanto si erge Mistra★★, uno dei siti maggiori del Peloponneso. Fondata intorno a una fortezza franca costruita nel 1249, la città divenne a partire dal XIV secolo la capitale del despotato bizantino di Morea e un importante centro politico e culturale. I suoi palazzi, case, mura, monasteri e chiese coperte di affreschi si distribuiscono sui pendii del Taigeto; l'insieme è iscritto al patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Monemvasia e le fortezze della Laconia orientale

Sulla costa orientale, Monemvasia★★ costituisce l'altra grande destinazione storica della Laconia. Fondata in epoca bizantina su un immenso scoglio collegato alla terraferma da una stretta strada rialzata, la città fortificata controllava una posizione essenziale sulle rotte marittime del Mediterraneo orientale. La città bassa conserva i suoi vicoli, case in pietra e chiese, mentre la città alta e la chiesa di Santa Sofia dominano il mare dalla cima dello scoglio.

Nell'entroterra, Geraki offre un altro notevole insieme medievale. Il suo castello franco del XIII secolo fu poi integrato nel territorio bizantino di Mistra; le rovine dell'antico abitato e diverse chiese ornate di pitture murali occupano ancora i pendii della fortezza. Geraki si trovava su uno dei grandi assi che collegavano Mistra a Monemvasia.

Gytheio e il Magne laconico

In fondo al golfo di Laconia, Gytheio★★ fu nell'antichità il porto di Sparta. La città attuale si estende ad anfiteatro sopra il suo porto, con numerose case neoclassiche del XIX secolo. Conserva anche un piccolo teatro romano e costituisce oggi la principale porta d'ingresso verso il Magne laconico.

Più a sud, il paesaggio diventa progressivamente più minerale e austero. Areopoli, Limeni, Gerolimenas e soprattutto i villaggi di torri come Vathia illustrano l'architettura caratteristica del Magne, dove le famiglie costruirono per secoli alte case fortificate. All'estremità della penisola, il capo Tenaro segna il punto più meridionale della Grecia continentale ed era nell'antichità associato a Poseidone e a un mitico ingresso degli Inferi.

Presso Pyrgos Dirou, le grotte di Diros★ figurano tra le grandi curiosità naturali del Peloponneso. La grotta di Vlychada si percorre in gran parte in barca attraverso un vasto reticolo sotterraneo di laghi, stalattiti e stalagmiti. La vicina grotta di Alepotrypa ha inoltre restituito importanti tracce di occupazione umana del Neolitico.

Elafonisos, Pavlopetri e capo Malea

Nell'estremo sud-est della Laconia, la regione di Neapoli e Vatika si apre su un altro territorio di spiagge, lagune e capi rocciosi. Di fronte alla terraferma, la piccola isola di Elafonisos è particolarmente nota per le dune e le acque turchesi della spiaggia di Simos★★.

Tra Elafonisos e la costa si trova soprattutto Pavlopetri★, notevole insediamento preistorico oggi sommerso. Le ricerche hanno identificato sotto pochi metri d'acqua strade, edifici e tombe che coprono oltre 9 000 m², con un'occupazione risalente al Neolitico finale e soprattutto all'età del Bronzo. Più a est, il selvaggio capo Malea, a lungo temuto dai navigatori, chiude la penisola di fronte a Citera.

Mappa e luoghi alla Laconia

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