Chlemoutsi

Fortezza franca del XIII secolo sulla penisola di Kyllini, passata di mano tra Franchi, Angioini di Napoli e Ottomani, con vista su Zante.

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Chlemoutsi, la grande fortezza franca dell'Elide

Erto sulla collina di Chelonata, sopra la pianura dell'Elide e il mar Ionio, il castello di Chlemoutsi è una delle più notevoli testimonianze della dominazione franca nel Peloponneso. Chiamato Clermont o Clairmont dai suoi fondatori, fu costruito tra il 1220 e il 1223 dal principe Goffredo I di Villehardouin per proteggere il cuore del principato d'Acaia, in particolare la sua capitale Andravida e il suo grande porto di Glarentza.

Una fortezza-palazzo dei Villehardouin

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Foreteresse de Chlemoutsi

A differenza di numerose fortezze medievali del Peloponneso, Chlemoutsi non fu ricavato da una piazzaforte più antica: i Franchi lo costruirono secondo modelli occidentali dei secoli XII e XIII. Più che una semplice opera militare, costituiva un palazzo fortificato destinato ad affermare il potere dei principi d'Acaia.

Il castello comprende un vasto recinto esterno e, sulla sommità, un possente nucleo interno★★ di pianta approssimativamente esagonale. Attorno alla sua corte si organizzavano gli appartamenti principeschi, una grande sala di ricevimento, una cappella tradizionalmente consacrata a Santa Sofia, cucine, magazzini e numerose cisterne. Le sale voltate, i grandi camini, le finestre gotiche e i passaggi tra i diversi livelli permettono ancora di immaginare la vita di una corte principesca del XIII secolo.

Chlemoutsi conobbe il suo apogeo sotto Guglielmo II di Villehardouin nel XIII secolo, prima di passare nelle mani di diversi signori, dei Paleologi, degli Ottomani e poi brevemente dei Veneziani. Gli Ottomani rafforzarono alcune parti del suo recinto, ma il castello perse progressivamente il suo ruolo strategico. Fu inoltre danneggiato durante la guerra d'indipendenza greca.

Visitare Chlemoutsi e il suo museo

La visita permette di percorrere i due recinti, le grandi sale voltate del palazzo e diversi spazi un tempo destinati all'alloggio, allo stoccaggio o alla difesa. La sua posizione elevata offre soprattutto un vasto panorama★ sulla pianura dell'Elide e sul mar Ionio, fino alle isole e alle coste situate al largo quando la visibilità è buona.

Il castello ospita inoltre un museo dedicato all'epoca dei cavalieri e dei Crociati in Morea★★. Più di 500 oggetti dal XIII al XV secolo vi presentano la vita quotidiana, l'architettura, l'armamento, le monete e le arti del principato. Si tratta dell'unico museo greco dedicato esclusivamente al periodo della dominazione franca.

Glarentza e Andravida, gli altri centri dell'Acaia franca

Chlemoutsi acquista pieno significato quando lo si colloca all'interno di un insieme di tre siti vicini. In prossimità dell'attuale Kyllini si trovava Glarentza, fondata nel XIII secolo e divenuta il principale porto commerciale e militare del principato. Vi operavano mercanti italiani e la città possedeva persino la propria zecca. Oggi in gran parte in rovina, il sito conserva in particolare i resti delle sue fortificazioni e dell'antica cattedrale di San Francesco.

Più all'interno, Andravida era la capitale dei principi d'Acaia. La città medievale è quasi completamente scomparsa, ma i resti gotici di Santa Sofia★, antica chiesa di corte dei Villehardouin e sede dell'alta corte del principato, ne costituiscono ancora un'importante testimonianza. Chlemoutsi, Glarentza e Andravida permettono così di ricostruire, nell'arco di pochi chilometri, il centro politico, militare e commerciale di uno dei principali Stati latini fondati in Grecia dopo la quarta crociata.

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