Olimpia
Le rovine di Olimpia in Grecia testimoniano l'importanza del sito dei Giochi olimpici, simbolo della Grecia antica, che riuniva tutti i popoli greci durante una tregua sacra.
Olimpia, santuario di Zeus e culla dei Giochi olimpici
In una valle verdeggiante dell'Elide, alla confluenza dell'Alfeo e del Cladeo, Olimpia fu per più di un millennio uno dei grandi santuari panellenici del mondo greco. Questo vasto centro religioso e sportivo consacrato principalmente a Zeus ospitava ogni quattro anni i Giochi olimpici. I suoi templi, impianti sportivi e monumenti onorari formano oggi un vasto sito archeologico iscritto al patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Il sito archeologico e i suoi musei giustificano facilmente mezza giornata o una giornata intera. Il villaggio moderno di Olimpia Antica si trova proprio accanto e serve da base. Il contesto della valle, ai piedi del monte Kronion, tra pini, ulivi e corsi d'acqua, contribuisce fortemente all'interesse del luogo.
Il santuario di Olimpia e la nascita dei Giochi
Le origini dei Giochi si confondono con diverse tradizioni mitologiche. Secondo una di esse, Eracle avrebbe organizzato le prime competizioni in onore di Zeus e delimitato il recinto sacro dell'Altis. Un'altra tradizione ne attribuiva la fondazione a Pelope, dopo la sua vittoria nella corsa dei carri contro il re Enomao.
La prima Olimpiade registrata dalla tradizione storica risale al 776 a.C.. Le fonti antiche associano inoltre Ifito, re dell'Elide, Licurgo di Sparta e Cleostene di Pisa alla riorganizzazione dei Giochi e all'ekecheiria, la tregua sacra che garantiva in particolare la circolazione dei partecipanti.
Gli atleti si sfidavano nella corsa a piedi, nella lotta, nel pugilato, nel pancrazio e nel pentathlon, mentre le corse dei cavalli e dei carri si svolgevano nell'ippodromo, oggi scomparso. Le festività comprendevano anche processioni, sacrifici e cerimonie religiose. I vincitori ricevevano il kotinos, una corona di olivo selvatico.
L'Altis, cuore sacro di Olimpia
Tempio di Filippo II (Filippeion) (via Wikimedia Commons)
La visita si organizza intorno all'Altis, il bosco sacro che raccoglie i principali monumenti religiosi. Il più imponente era il tempio di Zeus, grande edificio dorico del V secolo a.C. I suoi frontoni e le metope erano ornati da vaste composizioni scultoree dedicate in particolare a Pelope, ai Centauri e alle fatiche di Eracle.
Nella sua cella si ergeva la gigantesca statua crisoelefantina di Zeus realizzata da Fidia verso il 430 a.C. Alta più di dodici metri, era annoverata tra le Sette Meraviglie del mondo antico. La statua è scomparsa, ma si possono ancora vedere nelle vicinanze i resti dell'atelier di Fidia.
Il tempio di Era, costruito verso il 600 a.C., è più antico. È accanto al suo altare che oggi viene accesa la fiamma destinata ai Giochi moderni. Intorno si trovano il Pelopion, il Philippeion circolare eretto da Filippo II di Macedonia e diversi tesori costruiti da varie città greche.
Lo stadio e le installazioni degli atleti
Un passaggio a volta conduce allo stadio antico, la cui pista di terra misura circa 192 metri. Gli spettatori prendevano posto sui pendii che lo circondano, senza gradinate monumentali.
Portico est del ginnasio (Guenter Wieschendahl, via Wikimedia Commons)
A ovest dell'Altis sussistono i resti del ginnasio e della palestra, utilizzati per l'allenamento. Il bouleuterion serviva all'amministrazione dei Giochi, mentre il Pritaneo accoglieva in particolare i vincitori. Il vasto Leonidaion era destinato all'alloggio dei visitatori ufficiali.
Olimpia era dunque molto più di uno stadio: il santuario associava religione, sport, amministrazione e rappresentazione politica, mentre i monumenti votivi permettevano alle città greche di mostrare il proprio prestigio.
Il Museo archeologico di Olimpia
Il Museo archeologico, situato vicino al sito, conserva gran parte della decorazione originale dei monumenti. Vi si scoprono in particolare le sculture dei frontoni del tempio di Zeus, le sue metope dedicate alle fatiche di Eracle e la spettacolare Nike di Peonio.
Tra le altre opere principali figurano l'Hermes con Dioniso bambino, tradizionalmente attribuito a Prassitele e ritrovato nel tempio di Era. Le collezioni comprendono inoltre numerosi bronzi e offerte votive nonché il gruppo in terracotta che rappresenta Zeus che rapisce Ganimede.
Il vicino Museo della Storia dei Giochi olimpici antichi completa la visita presentando l'origine delle gare, le diverse prove, le regole e l'evoluzione dei Giochi nell'Antichità.
Stadio di Olimpia (via Wikimedia Commons)
Fonti: UNESCO – Sito archeologico di Olimpia ; Ministero greco della Cultura – Sito archeologico di Olimpia ; Ministero greco della Cultura – Visita del santuario di Olimpia ; Ministero greco della Cultura – Museo archeologico di Olimpia ; Ministero greco della Cultura – Museo della Storia dei Giochi olimpici.