Figalia e Bassae

Il Tempio dorico di Apollo Epicurio, costruito a oltre 1000 metri di altitudine in un sito isolato del Peloponneso, combina in modo eccezionale i tre ordini classici greci.
Figalia, Bassae e la valle della Neda formano più ampiamente un insieme particolarmente interessante per associare archeologia, paesaggi montuosi e storia dell'Arcadia antica.

Temple d'Apollon Épikourios à Bassae 02

Nelle montagne selvagge dell'antica Arcadia occidentale, Figalia e il santuario di Bassae formano uno dei complessi archeologici più singolari del Peloponneso. L'antica città occupava un sito scosceso sopra la valle della Neda, mentre a una decina di chilometri, sulle alture del monte Kotylion, i Figalesi edificarono il notevole tempio di Apollo Epikourios★★★, oggi iscritto al patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Figalia, una città arcade fortificata

L'antica Figalia si estendeva intorno all'attuale villaggio di Ano Figalia, in una posizione naturalmente difensiva che domina le gole della Neda. La città era protetta da una potente cinta lunga circa 4 km★, rinforzata da torri rettangolari e circolari di cui sono ancora visibili importanti porzioni.

Figalia compare più volte nella storia dell'Arcadia. Nel VII secolo a.C. fu occupata dagli Spartani prima di essere ripresa dai suoi abitanti. Pausania menziona in città diversi santuari, in particolare quello di Artemide Soteira, nonché un ginnasio e un tempio di Dioniso. Il territorio figalese si estendeva fino ai santuari delle montagne vicine, tra cui quello di Apollo a Bassae e quello di Demetra Melaina sul monte Elaion.

Il tempio di Apollo Epikourios a Bassae

Tempio di Apollo Epikourios a Bassae 02

Tempio di Apollo Epikourios a Bassae

A 1 131 metri di altitudine, in un paesaggio montuoso quasi isolato, il tempio attuale fu costruito intorno al 420-400 a.C.. I Figalesi lo consacrarono ad Apollo Epikourios, «colui che porta soccorso», al quale attribuivano la loro protezione contro le calamità. Pausania ne ammirava talmente l'armonia da collocarlo, tra i templi del Peloponneso, subito dopo quello di Atena Alea a Tegea.

La tradizione antica attribuisce il suo progetto a Ictino, uno degli architetti del Partenone. Il monumento è soprattutto eccezionale per la combinazione dei tre grandi ordini architettonici greci: dorico all'esterno, ionico nella cella e corinzio per una colonna particolare. Il capitello corinzio di Bassae è il più antico esempio noto di questo ordine architettonico.

Il tempio si distingue inoltre per la sua pianta molto allungata, con sei colonne sulle facciate e quindici sui lati lunghi, e per la sua inusuale orientamento nord-sud. Queste caratteristiche associano tradizioni architettoniche arcaiche a innovazioni che annunciano alcune evoluzioni dell'architettura greca e romana.

L'isolamento di Bassae spiega in gran parte la sua eccezionale conservazione. Dal 1987 il tempio è tuttavia coperto da un vasto riparo protettivo destinato a limitare gli effetti del clima montano durante i lavori di restauro. Questa copertura modifica l'aspetto del monumento durante la visita, ma permette di avvicinarsi a una delle architetture classiche meglio conservate della Grecia. Bassae fu iscritto al patrimonio mondiale dell'UNESCO già nel 1986.

Gole della Neda e Andritsaina

La visita può essere completata dalle gole della Neda★, che si estendono ai piedi dell'antica Figalia tra pareti rocciose, vegetazione e cascate. Il fiume, uno dei pochi in Grecia a portare un nome femminile, era associato alla ninfa Neda, nutrice di Zeus secondo la tradizione arcade.

Nelle vicinanze di Bassae, il villaggio montano di Andritsaina costituisce una base pratica per esplorare la regione. Oltre alle sue case tradizionali e alla sua piazza ombreggiata, la sua biblioteca storica conserva in particolare i calchi del fregio di Bassae. 

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